mercoledì, 26 luglio, 2017
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Cattivi Pagatori, la Guida Completa

Temporanee difficoltà economiche, problemi nel rimborsare un finanziamento, si salta una rata e ci si ritrova, così tanto velocemente che non si ha neanche il tempo di rendersene conto, iscritti nel famigerato registro dei cattivi pagatori.

Dal punto di vista psicologico l’impatto può essere “devastante”: a nessuno piace l’idea di finire additato come un “cattivo pagatore”, quasi come fosse una malattia.

Perché si diventa cattivo pagatore?

E’ una domanda lecita da porsi.

Tecnicamente parlando, basta saltare anche una sola rata del piano di rimborso di un prestito per finire iscritto come cattivo pagatore (dal punto di vista pratico, magari, se c’è il mancato pagamento di una sola rata e la storia creditizia è stata fino a quel punto pulita, la banca o la società finanziaria possono optare per spostare tale rata alla fine del prestito, allungandone la durata di un mese).

Dal punto di vista psicologico e della propria vita quotidiana, le motivazioni che portano a non riuscire a pagare una rata possono essere diverse: perdita del lavoro, diminuzione del carico di lavoro, una semplice dimenticanza (potrebbe capitare se scegliere di pagare dei prestiti con bollettini postali, in questo senso il RID è più sicuro) oppure un carico di debito eccessivo.

Bisognerebbe sempre chiedersi “perché mi sto indebitando”? Quali sono le ragioni dell’aumento del debito (o dei debiti) che grava (o che gravano) sulle mie spalle?

Partiamo dal presupposto che indebitarsi non è per forza una cosa negativa, occorre distinguere tra debito e debito.

Le aziende, ad esempio, hanno bisogno di prendere denaro in prestito in maniera da poter aumentare la propria capacità produttiva e crescere più velocemente. Pensare di fare tutto con capitale proprio è un po’ una chimera (poi, certo, c’è anche chi ce la fa, ovviamente).

I debiti che si contraggono a livello personale devono essere invece valutati con grande attenzione. Il consiglio è quello di richiedere un prestito solo se veramente necessario e mai per importi superiori a quelli di cui si ha realmente bisogno.

Prendiamo ad esempio l’acquisto di un’auto: è fondamentale? Riuscirei a farne a mano? Posso ancora viaggiare con la mia vecchia vettura? Le risposte a questa domanda faranno capire se conviene accendere un prestito auto o meno.

Un altro esempio è un viaggio/vacanza: dove voglio andare? Riesco a pagare la vacanza con i soldi che ho messo da parte? E’ un viaggio necessario? Anche qui, le risposte potranno far capire se conviene chiedere un prestito viaggi e vacanze oppure no.

Cattivi pagatori, le conseguenze

Diventare un cattivo pagatore (o una cattiva pagatrice) ha una sola principale conseguenza: la difficoltà nel richiedere nuovi prestiti e finanziamenti in futuro (fino a che permane lo status di cattivo pagatore, ovviamente).

Il punto è che le banche e le finanziarie effettuano sempre un controllo sulla storia creditizia di chi ha fatto domanda di un prestito e trovare delle situazioni negative (come, appunto, l’iscrizione al registro) fa accendere dei campanelli di allarme: “se questa persona ha avuto dei problemi in passato con un’altra finanziaria, potrebbe averli anche con me”.

Di conseguenza gli istituti di credito tendono sempre a non concedere prestiti per cattivi pagatori (tranne alcuni casi specifici, in cui non ci sono grandi problemi, ne parliamo più sotto).

Un’altra conseguenza è che se anche si riuscisse a trovare una banca o una finanziaria che voglia concedere un prestito, il tasso di interesse applicato potrebbe essere più elevato in virtù del maggior rischio che l’istituto corre (questo deve far valutare con attenzione se conviene sottoscrivere lo stesso il finanziamento oppure se si preferisce attendere).

A seconda del tipo di prestito per cui si opta potrebbero anche esserci dei costi extra da dover tenere in considerazione (come nel caso dei prestiti con cambiali, anche se cambializzati veloci, e dei prestiti con cambiali senza busta paga).

Consigli per NON diventare cattivo pagatore

Riuscire a non diventare cattivo pagatore non è poi così difficile come sembra, basta solo un po’ di accortezza e buon senso.

Nell’elenco che segue ti abbiamo riepilogato alcune cose che potresti fare, se hai altre idee saremmo felici se ce le scrivessi nei commenti.

  • creare un piano di rimborso efficace, scritto su carta
  • impostare degli obiettivi di breve periodo, più facili da raggiungere nell’immediato
  • cercare di risparmiare denaro ogni giorno, mettendo da parte per pagare il prestito
  • se i debiti sono davvero troppi (capita che nel corso dei mesi tu possa aver acceso più di un finanziamento) potresti pensare al consolidamento debiti
  • confronta per bene i prestiti ed i finanziamenti che vuoi sottoscrivere, usa internet ed i comparatori per torvare sempre il tasso più conveniente per te e le tue esigenze.

I SIC (Sistemi di informazioni creditizie)

La banca dati che raccoglie tutte le informazioni relativamente ai cattivi pagatori è nota genericamente come SIC (acronimo di Sistemi di informazioni creditizie).

Le banche e le società finanziarie partecipano volontariamente a tale SIC fornendo informazioni sui clienti e sullo stato del pagamento dei loro debiti (la storia creditizia).

In Italia ci sono principalmente tre SIC, ognuno dei quali informa sul relativo sito web che lavoro fa e che tipologia di dati raccoglie, mettendo anche a disposizione un modo per poter consultare in prima persona il proprio status di cattivo pagatore o cattiva pagatrice.

I 3 SIC italiani sono, in ordine alfabetico:

  • CRIF S.p.A. (Centrale Rischi Finanziari), Bologna, www.consumatori.crif.com
  • CTC (Consorzio Tutela del Credito), Milano, www.ctconline.it
  • EXPERIAN, Roma, www.experian.it (Area Consumatori)

Cancellazione Cattivi Pagatori, come si fa?

Dal momento in cui si diventa iscritti nel registro dei cattivi pagatori, una delle prime domande che ci si pone è “come faccio a cancellarmi“?

Non c’è una formula magica e nessuna scorciatoia: purtroppo occorre attendere del tempo fino al giungere delle scadenze.

Il termine che bisogna aspettare dipende dalla propria situazione personale:

  • 12 mesi se non hai pagato una o due rate (a patto che poi siano state pagate, 12 mesi si calcolano dalla data del pagamento delle rate stesse)
  • 24 mesi se non hai pagato tre o più rate (anche qui, a patto che poi siano state pagate, i 24 mesi si calcolano dalla data del pagamento delle rate)
  • 36 mesi se le rate non sono mai state saldate (il conteggio del calcolo inizia dalla scadenza del contratto di finanziamento)

Non c’è alcun modo per essere cancellati dal CRIF prima di tali scadenze.

Per maggiori informazioni ti rimandiamo al nostro approfondimento sulla cancellazione dal registro dei cattivi pagatori.

Riabilitazione cattivi pagatori, quando?

Si parla di riabilitazione per indicare la fine di una situazione negativa, che nel caso in questione è l’iscrizione al registro CRIF.

Dal momento in cui si ottiene la cancellazione dal registro dei cattivi pagatori si è automaticamente riabilitati e si potrà tornare a richiedere prestiti come prima.

Come conoscere la propria situazione personale

Ognuno ha diritto di conoscere se è iscritto nel registro dei cattivi pagatori e da quanto tempo.

Per poterlo sapere si può semplicemente fare richiesta ad una delle aziende del SIC, come CRIF (una delle più grandi aziende al mondo che gestiscono la banca dati dei cattivi pagatori (un registro informatico) di tutto il mondo).

Con CRIF, dopo aver fatto la richiesta si riceverà una risposta sul proprio status, via e-mail o via posta tradizionale (in quest’ultimo caso entro circa 15 giorni lavorativi).

La richiesta ha un costo di 4 o 10 euro (a seconda se sono state trovate informazioni su di voi o meno).

Per maggiori informazioni ti rimandiamo al testo completo su come fare la consultazione del registro dei cattivi pagatori.

Sia relativamente alle tempistiche che relativamente alla possibilità di conoscere la propria situazione personale è intervenuto il garante della privacy con un’apposita legge cattivi pagatori, la delibera 8/2004.

Prestiti per Cattivi Pagatori, che soluzioni?

Il peggior problema di un cattivo pagatore è il fatto che diventa molto difficile poter ottenere un nuovo prestito fino a che permane questo status.

Nonostante questo ci sono tante agenzie finanziarie specializzate nella concessione di prestiti per cattivi pagatori, i quali si possono ottenere a patto di rispettare determinare condizioni minime previste dalla consuetudine.

Lavoratori dipendenti e pensionati. Sono le due categorie di persone che più facilmente possono avere dei prestiti pur essendo segnalati come cattivi pagatori. La presenza dello stipendio (meglio se da lavoro con contratto a tempo indeterminato) o della pensione sono la miglior garanzia che una banca ed una finanziaria possano chiedere.

Inoltre, la garanzia del TFR dà all’istituto di credito una sicurezza maggiore e, dunque, si possono avere prestiti anche a tassi particolarmente competitivi.

Ti invitiamo ad approfondire i prestiti per dipendenti e i prestiti per pensionati, incluse le pensioni escluse dalla cessione del quinto.

Lavoratori autonomi. In questo caso diventa più complesso riuscire ad ottenere un prestito da segnalati.

Il segreto per riuscire sta nel fornire delle garanzie che possano essere accettate, come una fidejussione (il garante), un’ipoteca su un immobile di proprietà o, se si ha bisogno di piccole somme di denaro, un oggetto in pegno (per i prestiti su pegno).

In conclusione

Chiudiamo questa completa trattazione dicendo che la segnalazione come cattivo pagatore è indubbiamente una cosa, se possibile, da evitare.

Qualora non si riuscisse proprio e si finisse iscritti nel registro non è la fine di tutto, sia perché abbiamo visto che alcune soluzioni di prestiti ci sono, sia perché l’iscrizione stessa non dura per sempre ma bisogna solo avere la pazienza che giungano le scadenze.

Se poi, in questo periodo, non si ha bisogno di un prestito, diventa tutto più semplice e i mesi di attesa passeranno via senza accorgersene.

2 comments

  1. SALVE, PURTROPPO SPESSE VOLTE NON E’ COSI’. LE BANCHE NON ACCETTANO PIU’ CAMBIALI COME PEGNO.
    SONO SEGNALATO IN CRIF E NON RIESCO AD AVERE PRESTITI DA NESSUNO, NONOSTANTE PRESENTO UN UNICO DA 2700 EURO AL MESE PULITI. SE AVETE QUALCHE INDICAZIONE DOVE RIVOLGERMI, VI RINGRAZIO TANTISSIMO. CORDIALI SALUTI.

    • Salve Pasquale, effettivamente per chi è segnalato CRIF diventa difficile poter chiedere finanziamenti. Dipende anche da che lavoro svolge, se autonomo (come presumiamo) o dipendente (nel qual caso ha provato a chiedere una cessione del quinto?)
      Trova le info qui: http://mondo-prestiti.it/cessione-del-quinto/
      Da quanto tempo è iscritto CRIF? E’ a conoscenza, come immaginiamo, del fatto dopo un certo periodo di tempo avviene la cancellazione dal registro?
      Per qualunque approfondimento ulteriore, può risponderci a questo commento 🙂
      Saluti.

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