venerdì, 22 settembre, 2017

Cessione del quinto con anticipo TFR

La cessione del quinto dello stipendio è una tipologia di finanziamento regolata dalla legge italiana in maniera molto precisa: sono stabiliti gli importi massimi, le rate periodiche massime che si possono pagare, la durata del finanziamento, i soggetti che possono fare richiesta e così via. Il codice civile, sempre all’articolo 2120, stabilisce anche quello che viene comunemente noto come cessione del quinto con anticipo del TFR.

Cos’è l’anticipo TFR

Con questa definizione si intende il diritto del lavoratore di avere un anticipo sulle somme che sono state accantonate, nel corso della vita lavorativa, da parte del datore di lavoro, in qualità di Trattamento di fine rapporto.

L’anticipo sul TFR può essere concesso solo se:

  • il dipendente ha un anzianità lavorativa di almeno 8 anni, ovviamente presso la medesima azienda
  • la somma richiesta come anticipo non è superiore al 70% del TFR totale accantonato (importo massimo anticipo TFR);
  • la motivazione che porta a chiedere l’anticipo TFR sia chiara e legata a delle spese urgenti e documentate, tra cui: acquisto della prima casa, pagamento di spese ospedaliere, congedo parentale, paternità, maternità, ecc.

Qualora queste tre condizioni sussistano, il datore di lavoro deve anticipare il Trattamento di Fine Rapporto al suo dipendente, e non può rifiutarsi, a condizione che la richiesta arrivi da non oltre il 10% degli aventi titolo o da non oltre il 4% del totale dei dipendenti.

Cessione del quinto e anticipo TFR

Ovviamente l’importo dell’anticipo del TFR va ad impattare in maniera anche notevole sull’importo massimo della cessione del quinto, in considerazione del fatto che viene meno una parte della garanzia che il dipendente può fornire alla finanziaria o alla banca.

Poiché la cessione, come sappiamo, comporta che la rata periodica venga rimborsata con una trattenuta dallo stipendio netto, ecco che se il dipendente non paga, la banca si può rivalere sul TFR per rientrare delle somme prestate. Questo comporta che se il TFR viene anticipato, la garanzia economica su cui può contare la banca diminuisce, con la conseguenza che l’importo massimo concesso in prestito scende.

L’importo della cessione del quinto, infatti, viene calcolato tenendo presente:

  • lo stipendio mensile
  • l’importo del TFR
  • la durata del finanziamento
  • l’età del dipendente, considerando che una cessione del quinto viene trasformata, in automatico, in una cessione della pensione se, nel frattempo, si raggiunge l’età pensionabile

Meglio chiedere l’anticipo sul TFR o una cessione?

Considerando che l’anticipo sul TFR può essere chiesto una sola volta nella vita, se un dipendente ha bisogno di liquidità immediata, ha due strade da poter percorrere:

  • chiedere subito un anticipo sul TFR, che arriva fino al 70% della somma accantonata fino a quel momento;
  • chiedere ed ottenere una cessione del quinto dello stipendio portando come garanzia di rimborso proprio la liquidazione.

Conviene chiedere l’anticipo sul TFR o la cessione V? Dipende molto dall’importo di cui si ha bisogno e se si vuole mantenere da parte il TFR per eventuali ed impreviste necessità future. In teoria, a condizione di trovare dei preventivi di cessione del quinto convenienti, si potrebbe optare per questa seconda soluzione piuttosto che nel chiedere l’anticipo del TFR, anche considerando il fatto che può essere chiesto una sola volta per ogni rapporto lavorativo (se il dipendente cambia azienda, dunque, dopo altri 8 anni può chiederlo nuovamente).

TFR Bloccato e Cessione del Quinto

Una delle situazioni più particolari in cui un dipendente possa trovarsi è quello del TFR Bloccato: perché si perde (temporaneamente) la disponibilità del proprio trattamento di fine rapporto e quali sono le cose che si possono fare?

Per saperne di più ti invitiamo a leggere il nostro approfondimento sul TFR bloccato per la cessione del quinto, che spiega in maniera chiara e semplice perché il Trattamento di Fine Rapporto viene vincolato, come fare per svincolarlo ed evidenzia come, alla fine dei conti, non ci siano rischi per il dipendente.

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