lunedì, 17 luglio, 2017
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Finanziamenti a fondo perduto: la guida 2017

Spesso si sente parlare di finanziamenti a fondo perduto senza riuscire bene a capire di cosa si tratta e a cosa servono. Incominciano col dire che questo tipo di prestito è un particolare prodotto finanziario finalizzato, nella stragrande maggioranza dei casi, ad offrire supporto a quanti abbiano intenzione di avviare una propria attività di qualsiasi natura oppure per opere di ristrutturazione, riammodernamento ed innovazione di una determinata azienda giù attiva.

Dunque il prestito a fondo perduto è uno strumento finanziario attraverso il quale si cerca di dare un aiuto concreto in termini economici nel tentativo di dare vita ad una nuova realtà produttiva, oppure rilanciarne una che si trova in un momento di particolare difficoltà ed ha necessità di rinnovarsi per rendersi competitiva sul mercato di riferimento italiano ed internazionale.

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Il finanziamento a fondo perduto è un aiuto finanziario che, nello specifico, può interessare e coprire una parte dei costi che un imprenditore si trova a dover sopportare nella fase di start-up come ad esempio quelli per l’acquisto di beni materiali ed immateriali (particolari strumentazioni, corsi di formazione per un determinato settore, arredo per ufficio e tantissimo altro), costi dovuti alla sistemazione e ristrutturazione dell’ambiente in cui l’azienda è chiamata ad operare, alcuni costi di gestione, consulenze esterne e tantissimo altro ancora.

Quindi, in un momento di particolare difficoltà economica e finanziaria è facile intuire l’importanza che possono rivestire i finanziamenti a fondo perduto soprattutto per quanti, seppur in possesso di un’idea imprenditoriale valida e probabilmente remunerativa e trovandosi di fronte alle ingenti spese da effettuare per dare avvio alla propria azienda concretizzando perciò la propria idea, spesso si trovano costretti a dover rinunciare per mancanza di liquidità.

In questo breve testo si vuole presentare una tipologia di finanziamento a fondo perduto attraverso la quale si accede a del credito per la fase di start-up della propria azienda che è in parte a fondo perduto e quindi da non restituire all’ente erogato, ed in parte da rimborsare con un tasso agevolato e con un piano di ammortamento piuttosto favorevole.

Stiamo parlando del finanziamento a fondo perduto stanziato dallo Stato e che viene gestito da una società statale denominata Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di Impresa.

Come funzionano e chi può fare richiesta di finanziamenti a fondo perduto

In pratica un qualsiasi cittadino residente in Italia può fare richieste per un prestito a fondo perduto presentando alla suddetta agenzia una dettagliata relazione tecnica ed economica (business plan) attraverso la quale sarà evidenziata la natura dell’iniziativa, il mercato di riferimento entro cui si troverà a muoversi con eventuali competitors, i possibili ricavi futuri ed ancora tanto altro.

Entrando nello specifico dello strumento, a seconda della natura dell’impresa cambieranno i vincoli e gli importi a cui è possibile accedere ed in particolare ne esistono tre:

  • Lavoro autonomo ed ossia sotto forma di ditta individuale per un massimo di investimenti presunti pari a 25 mila e 800 euro.
  • Microimpresa (srl, sas, snc) per un piano di investimenti massimo pari a poco più di 129 mila euro
  • Franchising (sia ditta individuale che società) ed ossia una sorta di affiliazione commerciale rispetto ad un brand inserito nella lista di quelli che aderiscono al progetto Invitalia.

Per quanto riguarda il lavoro autonomo, l’offerta è destinata e quindi accessibile a quanti risultino essere residenti italiani, maggiorenni e disoccupati nella data di presentazione della domanda. Le attività per le quali è possibile richiedere il finanziamento a fondo perduto sono di qualsiasi natura eccetto pesca, acquacoltura e produzione di prodotti agricoli. Uno dei vincoli da tenere ben presente è che l’azienda dovrà per forza rimanere attiva quanto meno per cinque anni dopo l’accettazione della domanda.

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Le agevolazioni riguardano gli investimenti e la gestione economica del primo anno di attività.

Per gli investimenti l’importo massimo finanziabile è pari a 15 mila e 494 euro, dei quali una metà sarà a fondo perduto, mentre l’altra metà da restituire con un piano di ammortamento della durata di cinque anni a tasso agevolato (30% del tasso di riferimento) e con una cadenza di rimborso di tipo trimestrale.

Da notare che questi sono importi esclusivi di IVA e che quest’ultima dovrà essere rimborsata al 100%. Per quanto riguarda le spese di gestione esse si riferiscono a possibili consulenze, importi dovuti per utenze energetiche, ristrutturazione del locale adibito per l’attività, eventuale pagamento di un fitto del locale stesso e tanto altro.

L’importo massimo per le spese di gestione non può superare i 5 mila 164 euro. Tutto questo discorso è valido sia per Microimpresa che per il Franchising e differiscono soltanto per gli importi finanziabili.

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