giovedì, 24 maggio, 2018
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Sospensione della Quota Capitale di Prestiti e Mutui

Potrebbe capitare un periodo di temporanea difficoltà economica, magari la perdita del posto di lavoro, e si rischia di non poter più riuscire a rimborsare, come si vorrebbe, un prestito o un mutuo.

Il rischio di trovarsi iscritti nel registro dei cattivi pagatori, o magari di vedersi pignorata la casa per non aver rimborsato il mutuo possono essere concreti.

Per aiutare tutti i suoi clienti a venire fuori, senza preoccupazioni, da qualunque difficoltà economica che possa esserci, gli istituti di credito hanno messo in pratica un comodo ed utile servizio di sospensione della quota capitale, che può essere applicato sia ai prestiti che ai mutui, in recepimento dell’accordo sottoscritto tra ABI e le principali Associazioni dei Consumatori (lo scorso 31 marzo 2015) in base al quale si ampliano le misure di aiuto alle famiglie più in difficoltà andando ad attuare quanto previsto dalla Legge di Stabilità (190 del 23 dicembre 2014).

Cos’è la quota capitale

Ogni rimborso di finanziamento si compone di due parti: una quota capitale ed una quota interessi.

La quota capitale è la parte di rata composta del denaro ottenuto in prestito.

Facendo un esempio semplicistico (che non corrisponde perfettamente alla realtà), per un prestito di 10.000 euro da rimborsare in 120 rate, la quota capitale di ogni rata è circa 83 euro (10.000 € / 120 rate).

Questo calcolo non corrisponde alla realtà perché, secondo le regole dell’ammortamento francese (usato dalle banche per rimborsare il prestito) la quota capitale è minima all’inizio e sale dopo ogni rata.

Essa è massima durante le rate iniziali (quando bisogna ancora rimborsare tutto o gran parte del finanziamento, dunque gli interessi sono calcolati su un debito ancora elevato) e diminuisce mano a mano che si pagano le rate (quando invece la quota capitale è stata già in parte rimborsata e gli interessi si applicano su importi minori).

La quota interessi è invece la parte di rata composta, appunto, dall’interesse, ovvero dal guadagno dell’istituto di credito per aver concesso il finanziamento.

Sospensione quota capitale sui prestiti

E’ possibile sospendere il rimborso della quota capitale sui prestiti (non gli interessi, che dovranno comunque essere pagati periodicamente) se accade uno degli eventi descritti di seguito:

  • perdita del posto di lavoro
  • sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni, anche se si è in attesa di provvedimenti di sostegno del reddito (ammortizzatori sociali)
  • invalidità del debitore
  • decesso del debitore

Sospensione della quota capitale mutui

E’ possibile sospendere la quota di un mutuo se c’è la riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni, anche in attesa di provvedimenti di sostegno al reddito (ammortizzatori sociali).

E’ fondamentale che il mutuo sia garantito da ipoteca e che sia sulla prima casa (non è possibile la sospensione sui mutui seconda casa).

Come richiedere la sospensione della quota capitale

Ogni istituto di credito mette a disposizione dei propri clienti dei moduli di richiesta sospensione quota capitale.

Tali moduli si possono trovare presso le filiali o sui siti internet delle banche aderenti.

Banche aderenti

Le banche che hanno deciso di aderire alla normativa e dare la possibilità di interrompere il pagamento della quota capitale di prestiti e mutui sono:

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