mercoledì, 26 luglio, 2017
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Stipendio Minimo in Italia, aggiornamento 2017

Quando si parla di lavoro, in Italia, il concetto di “reddito minimo“, chiamato anche “reddito di cittadinanza”, purtroppo non esiste per legge. Con questo non vogliamo dire che il nostro paese sia una “giungla” in cui ogni datore di lavoro fa quello che vuole, anzi.

La differenza con altri paesi europei è semplicemente il fatto che, da noi, il salario minimo non è stabilito per legge, bensì viene lasciato alla definizione delle parti sociali, cioè ai sindacati.

Cos’è il salario minimo?

Come si può facilmente intuire dal nome, con il termine di salario minimo intendiamo la retribuzione minima prevista, per un dato settore economico, dal CCNL di settore. Per chi non lo sapesse, CCNL sta per “Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro”.

In Italia non c’è un salario minimo previsto per legge

Abbiamo detto che in Italia non esiste un salario minimo previsto per legge, a contrario, ad esempio, della Germania, che ha introdotto da poco tempo un reddito minimo di 8,50 euro all’ora per i lavoratori (possono guadagnare di meno solo i minorenni, ma dal 2017 non è più così).

In Italia, invece, la legge stabilisce un salario minimale solo per chi prendere parte ad uno stage, cosa non da poco dato che tanti giovani iniziano proprio così, e lo fanno spesso a titolo gratuito. Come detto, nel nostro paese non c’è un salario minimo, bensì ci sono i minimi sindacali che sono fissati dai contratti collettivi. Ecco a quanto ammontano, settore per settore.

TABELLA Minimi sindacali collettivi, aggiornamento 2017

Ecco la tabella dei salari minimi in Italia, settore per settore.

SettoreSalario orario minimo
Abbigliamento6,60 €
Agricoltura7,13 €
Alberghiero7,17 €
Metalmeccanico7,32 €
Edilizia7,59 €
Alimentari8,21 €
Credito11,11 €

Moltiplicando il salario minimo orario per la durata del proprio contratto di lavoro (40 ore settimanali in caso di contratto classico, fino a 20 ore a settimana per un part time), ecco che si ottiene lo stipendio minimo mensile garantito, dal CCNL, per quel particolare settore.

Consigliamo, inoltre, di andare sul sito ufficiale del CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, all’interno dell’Archivio Nazionale dei contratti collettivi di lavoro, per capire se la propria retribuzione mensile è regolare o se, invece, si trova al di sotto del minimo di legge.

Cosa fare se il salario che si percepisce è inferiore rispetto al minimo previsto dal CCNL?

Nel caso di stipendio inferiore al minimo, ci si deve rivolgere al sindacato di riferimento chiedendo una consulenza, così da esporre la propria particolare situazione. Una volta che si è ottenuto un parere in merito sarà possibile fare ricorso contro il proprio datore di lavoro, in maniera tale da dimostrare che lo stipendio che si incassa è inferiore rispetto a quello previsto dal contratto collettivo, in considerazione del livello contrattuale.

A questo punto la decisione finale spetta al Giudice, che potrà condannare il datore di lavoro a versare, al suo dipendente, tutti gli arretrati.

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