venerdì, 27 aprile, 2018
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Piccolo prestito INPS: caratteristiche e giudizi

Un piccolo prestito INPS consiste in una somma di denaro richiesta da parte del cliente, a patto che sia un dipendente pubblico o un pensionato. Questa tipologia di prestito non è altro che la ex INPDAP, che, secondo il decreto legge emanato nel 2011, è entrato a far parte dell’attuale INPS, così, per ottenere i prestiti che una volta venivano concessi dall’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, oggi è necessario rivolgersi direttamente all’INPS o alle banche accreditate.

Chi può richiedere il piccolo prestito INPS e come funziona

Un piccolo prestito INPS viene concesso a dipendenti pubblici o pensionati che rispettino certe caratteristiche. In particolare, è necessario rendere pubblica la propria dichiarazione dei redditi. Tuttavia, pur trattandosi di un prestito personale, la procedura si svolge in modo diverso. Per esempio, si ha la certezza di ricevere mensilmente una parte della rata del finanziamento, poiché questa viene estrapolata direttamente dallo stipendio del cliente. Può essere anche considerato come un modo utile per non dimenticarsi di pagare il debito e rendere l’operazione il più naturale possibile.

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Come abbiamo potuto capire, il piccolo prestito INPS deve essere rimborsato ratealmente ogni mese, con l’aggiunta di un tasso d’interesse. Questo è apertamente dichiarato anche sul sito ufficiale INPS, stabilendo una percentuale annua di 4,25. Mentre le spese di amministrazione sono a quota 0,50%. Si tratta di cifre molto competitive, in confronto ai prestiti personali offerti dalle banche o dagli istituti di credito. Per tale motivo, per questa e altre ragioni, il piccolo prestito INPS viene spesso consigliato. Tuttavia, è sempre meglio fare un paragone tra le diverse proposte, confrontando il TAEG, che permetterà di avere una visione completa sulla cifra, sommata agli interessi, da restituire annualmente.

Gli importi che possono essere richiesti, per ottenere un prestito INPS, variano a seconda dello stipendio percepito dal richiedente e della modalità di prestito che intende ricevere. Partendo dal presupposto che tali prestiti devono essere restituiti in rate da 12, 24, 36 e 48 mesi, sono state specificate le diverse modalità d’importo. Per esempio, nel caso di un prestito annuale, e quindi con rate da 12 mesi, sarà possibile richiedere al massimo la cifra equivalente a un mese di stipendio netto, salvo casi in cui si necessiti di un importo maggiore e non si abbiano trattenute in corso, che non deve, tuttavia, superare la bimensilità.

Come si fa a richiedere un piccolo prestito INPS o ex INPDAP

Per richiedere un piccolo prestito INPS sarà necessario consultare la modulistica sul sito, sottintendendo che occorre essere degli iscritti attualmente in servizio o pensionati. Il denaro richiesto può essere versato direttamente sul conto corrente bancario o postale oppure, in alternativa, è possibile richiedere la somma in contanti, che verrà fornita direttamente dalla banca.

Il vantaggio di un piccolo prestito INPS, così come di quelli personali in generale, è che non è necessario fornire documentazioni e motivazioni per la richiesta di una certa somma di denaro. Si tratta, infatti, di prestiti destinati ai privati, quelli finalizzati sono, invece, rivolti alle imprese e aziende.

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Piccolo prestito INPS: vantaggi indiscussi

Abbiamo già discusso di come i piccoli prestiti INPS siano vantaggiosi sotto certi punti di vista. Ribadiamo il basso tasso d’interesse, la sottrazione rateale che avviene direttamente dallo stipendio e, come per tutti i prestiti personali, la semplicità nella richiesta degli stessi e nel loro ottenimento. Per tutti questi motivi, non si possono trovare degli elementi che vadano contro questo tipo di prestiti, tuttavia, occorre sempre valutare la propria situazione familiare e personale prima di fare richiesta.

Piccoli prestiti INPDAP: cosa sono

I piccoli prestiti INPDAP o ex INPDAP o ancora INPS sono dei finanziamenti concessi in ambito privato (prestiti personali) a dipendenti pubblici. Dal 2011 l’INPDAP è diventato parte integrante dell’INPS come Gestione Dipendenti pubblici e si occupa, dunque, di tutto quello che concerne questo argomento. Per ottenere, quindi, dei piccoli prestiti INPDAP bisognerà rivolgersi direttamente all’INPS, scaricando il modulo dedicato sul sito. Dopo questa piccola premessa, cerchiamo di capire tutte le caratteristiche che coinvolgono questo tipo di prestiti personali e il perché dovremmo rivolgerci all’INPS, piuttosto che alle banche o agli istituti di credito.

Gli INPDAP piccoli prestiti, come già accennato, sono, di per sé, dei finanziamenti destinati esclusivamente a una certa categoria, a differenza di tutti gli altri tipi di prestiti. Questi consistono in somme di denaro anticipate al cliente, che verranno poi restituite mensilmente con l’aggiunta di un tasso d’interesse fisso. Per ottenere tali finanziamenti, quindi, bisogna soddisfare alcuni requisiti, dimostrando tra le altre cose di possedere un adeguato reddito annuale, cosa che si può fare tramite stipendio o tramite pensione (in entrambi i casi si parla di cessione del quinto). Se tutto procede come dovrebbe, non sarà difficile ottenere un finanziamento, con la consapevolezza che dovrà essere restituito a rate entro un certo limite di tempo, che, di solito, si aggira tra le 12 e le 48 rate.

Come in tutti i prestiti personali, questi finanziamenti per lavoratori e pensionati pubblici non necessitano di giustificazioni in merito a come verrà utilizzata la somma di denaro richiesta. Di conseguenza, se si tratta di una piccola somma, si potrà fare domanda per riceverla direttamente alla banca, che provvederà a fornirla nell’immediato sotto forma di contanti o, in alternativa, può essere trasferita sul proprio conto corrente.

L’importo di denaro che è possibile richiedere varia a seconda dello stipendio percepito e della durata delle rate stesse. In pratica, se si richiede un prestito annuale verrà concessa una somma totale pari allo stipendio o alla pensione netti percepiti in un mese, con un prestito biennale sarà, invece, pari a due mesi e così via.

INPDAP piccoli prestiti: convengono?

I prestiti personali legati all’INPDAP, se si è in possesso dei requisiti adatti all’ottenimento, sono senz’altro convenienti sotto molti punti di vista. Prima di tutto, le rate vengono prelevate in automatico, insieme agli interessi, direttamente dal proprio stipendio, percependone un quinto sul totale. Questo è molto utile per evitare di dimenticarsene e per rendere la rata “meno sentita”.

Inoltre, a differenza delle banche o degli istituti finanziari, essi sono a favore dei dipendenti, pertanto tendono ad offrire più privilegi alla categoria interessata. Bisogna considerare anche che il tasso d’interesse annuale è molto competitivo. Infatti, quando si decide di rivolgersi a un qualunque istituto per la richiesta di un prestito, che sia personale o finalizzato, bisogna sempre tenere conto del TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), in modo da avere una visione a 360° di quelle che saranno le spese rateali, con tanto di tasso di interesse, per la restituzione del debito.

È possibile, in questo modo, capire se sia o meno conveniente avviare un certo tipo di accordo oppure rivolgersi a una banca o a un istituto di credito, piuttosto che direttamente all’INPS. Bisogna, comunque, tenere in conto che molte banche sono associate all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, è, quindi, possibile rivolgersi a loro, che, in alcuni casi, faranno da intermediari.

Riassumendo, se anche per molti versi questi piccoli prestiti ex-INPDAP possono sembrare convenienti, d’altro canto bisogna sempre tenere conto di tutte le offerte proposte, prima di prendere una decisione, e valutare se la nostra necessità di ottenere un prestito combacia con le richieste dell’INPS. Solo dopo aver fatto tutti gli accertamenti necessari, si potrà procedere all’avviamento del prestito personale.

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