lunedì, 22 gennaio, 2018
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Prestiti Matrimonio INPS e INPDAP, la guida completa

Prestiti matrimonio INPS ex-INPDAP al fine di pagarne il costo a rate: una delle scelte che si fa sempre con il sorriso sulle labbra, vuoi per la possibilità di avere un giorno come lo si era sognato di bambini, per quella di intrattenere parenti ed amici con un sontuoso pranzo, di fare magari un viaggio di nozze da Mille e una Notte… tutte cose bellissime che, però, contribuiscono a far lievitare il costo della cerimonia.

Abbiamo già parlato dei prestiti matrimonio e abbiamo elencato una serie di società finanziarie che lo propongono, in questo articolo vogliamo concentrarti in maniera esclusiva sui prestiti matrimonio INPS e INPDAP.

Prestiti matrimonio INPDAP, fino a 23.000 euro

Il regolamento dei prestiti dell’INPS [1] (ente che gestisce anche i lavoratori pubblici, quelli ex-INPDAP) lascia un paragrafo intero proprio ai prestiti matrimonio (il paragrafo numero 19), prevedendo la possibilità che il festeggiato sia il figlio (o la figlia) dell’iscritto, oppure l’iscritto stesso.

Non vengono fatte differenze di tassi né di altre condizioni generali. Inoltre, questi finanziamenti vengono inseriti all’interno della tipologia di prestiti quinquennali.

La somma massima lorda che si può ottenere è pari a 23.000 euro.

La documentazione necessaria da allegare alla domanda prevede:

  • l’autocertificazione del matrimonio, che deve essere avvenuto non oltre un anno prima
  • l’autocertificazione dello stato di famiglia, oppure un’autocertificazione che attesti lo stato di famiglia se il figlio non rientra nel nucleo familiare

Se sia il genitore che il figlio presentano domanda di prestito, perché iscritti entrambi alla Gestione Unitaria, in ogni caso la somma concessa per la cerimonia non potrà essere superiore a 23.000 € lordi .

Prestiti matrimonio INPDAP, chi può fare richiesta

La domanda può essere presentata da tutti coloro che sono iscritti nella Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, a patto di avere almeno 4 anni di anzianità di servizio e quattro anni di versamenti contributivi presso la Gestione Unitaria stessa.

Interessi e costi dei prestiti ex-INPDAP per il matrimonio

Trattandosi di un prestito quinquennale, la durata massima è di 5 anni, ovvero 60 mesi. Il tasso di interesse TAN applicato è del 3,50% (leggi tutto su TAN e TAEG), a cui bisogna aggiungere una ritenuta dello 0,50% per le spese di amministrazione e come contributo al fondo rischi.

TABELLA riepilogativa

Durata massima 5 anni (60 mesi)
TAN 3,50%
Ritenuta 0,50%

Rinnovare i prestiti INPAP

Come tutti i prestiti INPS ex-INPDAP in generale, anche quelli legati al matrimonio possono essere rinnovati. Trattandosi, come abbiamo già detto prima, di finanziamenti della durata di cinque anni, per avere il rinnovo devono essere passati almeno due anni dalla data di accensione del finanziamento stesso.

Rimborsare il prestito

Come di consueto per tutti i prestiti concessi ai lavoratori dipendenti, anche questo viene concesso con la modalità della cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Il rimborso avviene pertanto tramite una trattenuta della rata mensile effettuata direttamente dal datore di lavoro (nel caso di dipendenti) o dall’ente (nel caso di pensionati). Tale trattenuta, che può essere di importo massimo pari a 1/5 dello stipendio netto o della pensione netta, viene versata poi direttamente nelle casse della società finanziaria (elenco delle banche convenzionate INPS ex-INPDAP).

Fonti:

[1] inps.it

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