venerdì, 22 settembre, 2017
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Prestiti tra Parenti e Familiari

Il particolare mondo dei prestiti include, tra le varie opportunità, anche quella di richiedere dei prestiti tra parenti e familiari. La mamma e il papà che prestano soldi al figlio o alla figlia per comprare qualcosa di cui questi ultimi hanno bisogno, oppure i figli che danno soldi ai genitori per temporanee carenze di liquidità. In tempi di crisi non sono pochi i genitori che decidono di prestare denaro ai figli per comprare un’auto o una casa, o magari per dargli un aiuto per avviare un’azienda in proprio, così come tante persone decidono di prestare soldi ad un parente.

Insomma, le alternative sono davvero tante, ma i prestiti parenti e familiari sono legali? Si possono fare?

I prestiti tra parenti e familiari sono legali, ecco come

La legge italiana permette questa tipologia di finanziamento a patto che si seguano delle chiare indicazioni di “denuncia” della somma prestata per evitare che si possano fare le cose “in nero”.

L’obbligatorietà della dichiarazione è una delle conseguenze del redditometro, che ha come obiettivo finale quello di controllare il volume di spesa dei singoli contribuenti, per evitare che essi possano nascondere qualche cosa al fisco.

Come dichiarare i prestiti tra familiari e parenti

Nulla di troppo complesso né di estremamente difficile o costoso, basta infatti redigere un contratto di prestito tra privati, ovvero un atto scritto di donazione sotto forma di scrittura privata con data certa.

Inoltre, il versamento di denaro dovrà essere fatto con un metodo tracciabile, dunque un bonifico bancario o magari un trasferimento di denaro via Paypal.

Come rendere certa la data del trasferimento

In questo caso ci sono diverse opzioni:

  • data di registrazione della scrittura presso l’Agenzia delle Entrate;
  • invio a sé stesso della scrittura tramite raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • allegare la scrittura privata ad una PEC con firma digitale

Perché dichiarare i prestiti tra familiari

L’obiettivo della dichiarazione è quello di permettere al fisco di controllare gli acquisti che si fanno e confrontarli al reddito dichiarato.

Ad esempio, se si avesse un lavoro part time, in cui magari il proprio stipendio mensile è di 600 €, e si acquistasse un iPhone, il cui costo è più alto del reddito periodico che si percepisce, la scelta potrebbe essere vista come strana.

Come può un lavoratore part time, magari giovane, acquistare un iPhone, un telefono di lusso?

Ecco che, se le spese che si fanno e i propri guadagni si discostano di oltre il 20%, scattano in automatico degli aggiornamenti e dei controlli, cosa quantomai noiosa.

In questo senso, una scrittura privata mette al riparo da problematiche future.

Oltre a questo, la donazione potrebbe essere interpretata da parte del fisco come un vero e proprio prestito, che matura interessi attivi, i quali dovrebbero essere dichiarati ai fini IRPEF (come nel caso dei prestiti tra privati) per stare in regola, con altre rogne e problematiche.

Anche in questo caso una dichiarazione privata mette al riparo da grattacapi futuri.

Prestiti tra familiari e parenti, una soluzione per cattivi pagatori e protestati

I finanziamenti tra i familiari e i parenti sono un’eccellente scelta per chi è stato registrato come un cattivo pagatore o come protestato. Il cattivo pagatore è colui che è stato iscritto nel registro CRIF, CTC o Experian a causa del rimborso di un prestito non effettuato in maniera puntuale, mentre il protestato è colui il quale ha avuto un problema relativamente al mancato pagamento di una cambiale in scadenza oppure per un assegno scoperto (cioè senza le necessarie somme depositate sul conto corrente).

Dato che per entrambe queste categorie di lavoratori è difficile (oltre che costoso) poter richiedere un prestito, spesso i finanziamenti tra parenti e familiari sono la miglior soluzione.