sabato, 22 luglio, 2017
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Cos’è un Protesto e Come si Diventa Protestati

Il protesto è una situazione in cui sarebbe meglio non trovarsi mai: si tratta in pratica della segnalazione fatta al Registro Informatico dei Protesti Cambiari (noto anche come Bollettino Ufficiale dei Protesti) di un cattivo comportamento economico / finanziario che porta poi l’iscrizione al registro stesso.

Come si diventa protestati?

In sostanza, questa condizione accade quando non si paga un debito sotto forma di titolo di credito. Nella pratica ci sono due modalità:

  • emissione di un assegno a vuoto (ovvero senza avere sul conto corrente i fondi necessari per pagarlo)
  • mancato pagamento alla scadenza di una cambiale o di un vaglia cambiario

Entrambe queste azioni hanno come effetto l’iscrizione nel registro dei protestati e, di conseguenza, fanno diventare un protestato.

Il titolo di credito garantisce il pagamento alla scadenza e se ciò non avviene, il creditore ha il diritto di segnalare l’accaduto e far iscrivere il soggetto nel registro dei protestati. Non è neanche necessario che egli debba cercare di recuperare la somma in altri modi prima della segnalazione.

C’è da dire, però, che prima di essere iscritto nel registro e di diventare protestato, al debitore viene data la possibilità di sanare i propri debiti pagando direttamente al Pubblico Ufficiale che andrà al suo domicilio per la segnalazione. Qualora neanche in questa fase avvenga il pagamento del debito, si procede con l’iscrizione al registro.

Protesto assegno

L’emissione di un assegno comporta necessariamente il pagamento dello stesso alla scadenza e, se questo non accade (magari perché non ci sono soldi sufficienti sul conto corrente) si parla di assegno scoperto.

Chi riceve un assegno scoperto ha il diritto di procedere al protesto assegno, ovvero alla segnalazione della persona che ha emesso tale assegno presso il registro dei protesti.

Il protesto dell’assegno bancario è una procedura molto grave, ma non tutto è perduto. Dal momento della richiesta di protesto, chi ha emesso l’assegno ha 60 giorni di tempo per poter pagare (con tutte le spese e le penali del caso) ed evitare la definitiva iscrizione al registro. Oltre questi termini, avviene l’iscrizione e, per la futura cancellazione e riabilitazione, occorrerà attendere un certo tempo minimo previsto per legge.

Queste tempistiche sono valide sia per i privati che per i liberi professionisti e le società, come una SRL o una SPA ad esempio.

Protesto cambiale

La cambiale è un titolo di credito che viene emesso per garantire un certo pagamento. Ogni tipologia di cambiale, sia pagherò che tratta (scopri la differenza tra cambiale tratta e pagherò) ha una scadenza entro la quale il debitore deve necessariamente fare il pagamento della somma di denaro riportata sul titolo cambiario stesso.

Se non succede, le conseguenze del mancato pagamento sono il protesto della cambiale e l’iscrizione del debitore stesso nel registro dei protestati.

Qualunque tipologia di cambiale non pagata può essere portare alla segnalazione come protestato, dal pagherò alla cambiale tratta. Una piccola distinzione deve essere fatta quando il pagamento non avviene per mancanza di istruzioni (cosa tipica delle cambiali tratta) e non per mancanza di fondi. Questa situazione, infatti, non evidenzia una difficoltà economica del soggetto e potrebbe essere tratta diversamente, ma per saperne di più vi consigliamo di rivolgervi ad un consulente esperto.

Nel caso in cui si subisca l’iscrizione nel registro dei protesti a causa di una cambiale non pagata, per la riabilitazione occorre attendere il termine previsto per legge e la seguente cancellazione automatica.

Quali sono le conseguenze del protesto?

Abbiamo visto come si diventa protestati, ora cerchiamo di capire che cosa comporta, per il soggetto fisico, l’iscrizione a tale registro e perché è una cosa così negativa.

Nel mondo dei prestiti e dei finanziamenti, l’iscrizione a questo registro comporta l’estrema difficoltà futura di fare domanda di credito, soprattutto se si è autonomi e senza busta paga. Sono davvero poche le banche e le finanziarie che concedono prestiti per autonomi protestati perché le condizioni di base da cui si parte non sono certamente delle migliori, ma qualcosa si può riuscire a trovare.