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Chi può prestare soldi?

Chi mi può prestare soldi?” è una domanda non assolutamente banale, giacché quando siamo “al verde” e necessitiamo di un prestito, oppure vogliamo attivare una finanziaria per portare a termine un progetto, rischiamo di affidarci a persone o società sbagliate. Che finiscono per metterci in una situazione di strozzinaggio.

In realtà, per poter prestare soldi occorre avere tanto di autorizzazione governativa. Di seguito vedremo le figure che possono prestare denaro.

Chi può prestare soldi in Italia?

Come accennato, prestare soldi non è un’attività che possono svolgere tutti allegramente. Certo, non parliamo dei piccolo prestito tra amici o parenti di piccole cifre sotto i mille euro. Ma parliamo già di somme più importanti e pericolose, poiché rischiano di farci finire nelle mani sbagliate. Con tassi di interesse richiesti elevati, ricatti e costanti pressioni. Che spesso sfociano in conseguenze tragiche.

Vediamo dunque chi può prestare soldi in Italia.

Le Banche

La prima alternativa è quella più nota: le banche. Una banca è posta sotto le direttive della Banca d’Italia, a sua volta sottoposta a quelle della Banca centrale europea.

Una banca può concedere prestiti, mutui e finanziamenti finalizzati. Ha comunque sempre l’obbligo di analizzare bene la situazione finanziaria e patrimoniale del richiedente, affinché possa poi restituire il denaro. Anzi, da alcuni decenni è diventato molto difficile ottenere un prestito. E, in caso di scarsi requisiti, occorre ricorrere anche ad eventuali garanti che li abbiano.

Solitamente le banche preferiscono comunque che il richiedente sia già un correntista, poiché ciò porta ad una conoscenza di partenza più facilitata.

Società finanziarie

Le società finanziarie operano già da diversi decenni, sebbene è dall’ultimo ventennio che sono proliferate, anche per rispondere alle continue recessioni che colpiscono l’economia nazionale e mondiale.

Le società finanziarie devono avere tanto di licenza da parte del Ministero dell’economia, per poter concedere prestiti personali, cessioni del quinto e finanziamenti finalizzati ad un obiettivo. Difficilmente invece, concedono dei mutui di lungo termine, specie per l’acquisto della prima casa.

La concorrenza è ormai alta ed offrono dei comodi format per elaborare preventivi comodamente online così da farsi già un’idea sulla situazione.

Soggetti privati

Anche i privati cittadini possono concedere prestiti. Ovviamente, se si tratta di cifre irrisorie, che toccano al massimo poche centinaia di euro, resta tutto in modo informale e privato. Meglio invece affidarsi a piattaforme serie e professionali di prestiti tra privati come ad esempio Younited Credit (QUI il Sito Ufficiale), leader nel settore dei prestiti tra privati.

Cifre più importanti vanno erogate in modo tracciato tramite bonifico bancario o assegno circolare. Inoltre, occorre sottoscrivere una scrittura privata e anche dichiarare all’Agenzia delle Entrate di aver effettuato un prestito qualora sia prevista anche la restituzione degli interessi.

Quindi, anche se abbiamo un bisogno impellente di denaro, dobbiamo stare attenti agli annunci sul web di chi presta denaro facilmente e senza mettere nulla nero su bianco. Il rischio è di ritrovarsi a che fare con uno strozzino, e i casi di cronaca ci restituiscono ogni giorno notizie drammatiche di persone che hanno addirittura finito per togliersi la vita.

Banche e società finanziarie: a chi possono prestare soldi

A chi possono prestare soldi banche e società finanziarie? Questi soggetti giuridici non possono ovviamente fare distinzioni e discriminazioni in base al genere, il credo religioso, le origini geografiche, le provenienze etniche ed altri aspetti che non c’entrano nulla con gli aspetti economico-finanziari.

Invece, i richiedenti devono soddisfare una serie di requisiti squisitamente economici, finanziari e patrimoniali, come:

  • Percettore di reddito stabile: lavoratore dipendente statale o privato, lavoratore autonomo che presenti la dichiarazione dei redditi degli ultimi anni, proprietario di beni che producono rendite mensili, pensionati
  • Essere maggiorenni, fino ai 75 anni (alcuni discriminano già dai 70 in poi)
  • Avere un Conto corrente movimentato
  • Non avere protesti o pignoramenti in corso
  • Non ritrovarsi in una situazione di sovraindebitamento (cioè avere già altri prestiti attivi)
  • Non essere garanti di debitori a rischio

Per quanto riguarda i tipi di prestito che possono erogare, ricordiamo:

  1. Prestito non finalizzato: non è necessario una motivazione di spesa. Quindi anche per liquidità, consolidamento debiti, o motivazioni personal
  2. Prestito finalizzato: il credito viene concesso a fronte dell’acquisto di un bene o servizio

Vedendo più da vicino le tipologie di prestito, abbiamo:

Le banche possono poi essere autorizzate a richiedere altri tipi di prestiti, come:

Sarebbe comunque sbagliato pensare che una banca sia magnanima e presti soldi facilmente senza alcuna garanzia. Anche quanti non hanno alcuna garanzia da offrire, sono chiamati comunque a coinvolgere una terza persona che faccia da garante. Tale figura deve avere solide basi finanziarie e patrimoniali, e non avere un passato da protestato o da cattivo pagatore.

In tal modo, la banca saprà su chi rivalersi in caso di problemi.

Un privato può prestare soldi?

Abbiamo detto che oltre a banche e finanziarie, anche i privati possono prestare soldi. Abbiamo anche accennato alle condizioni principali, ma di seguito approfondiamo il discorso.

Premesso che il prestito tra privati è legale (leggi anche l’articolo di approfondimento su cosa dice la legge sul contratto di prestito tra privati) e non richiede alcuna autorizzazione peculiare, né un contratto obbligatorio, sarebbe comunque consigliabile redigere una scrittura privata. Al fine di riuscire a dettagliare le modalità del prestito ed evitare sorprese per ambo le parti.

Per esempio, chi concede il finanziamento non può richiedere interessi superiori al tasso di usura stabilito ed aggiornato trimestralmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Visibile anche sul sito della Banca d’Italia.

Infatti, se al momento della concessione di un prestito il privato propone al richiedente dei tassi d’interesse superiori a quelli imposti, si parla di prestito usuraio. Ma anche di strozzinaggio quando i tassi sono esagerati e le modalità di richiesta del prestito sono coercitive.

Occorre poi dire che tutti i privati possono concedere un prestito a un altro cittadino senza limiti d’importo. Tuttavia, occorre anche aggiornarsi sulle soglie di prelievo massimo consentito in contanti, che tra una novità e l’altra, oscilla da anni in un range tra i mille e i tremila euro. Proprio per evitare attività illegali.

Per cifre superiori alla soglia consentita, occorre obbligatoriamente movimentarla tramite bonifico o assegno circolare.

Il privato può prestare soldi in questi casi:

  • L’erogazione di prestiti non sia una attività stabile e sistematica, quindi periodica e prevalente. Ciò lo possono fare solo banche e finanziarie
  • Non applichi interessi al di sopra del tasso usuraio e/o con modalità da strozzinaggio
  • E’ obbligato ad utilizzare metodi di trasferimento del denaro tracciabili quali bonifico o assegno circolare per cifre superiori a quelle previste dalla legge
  • Il prestito tra privati deve avvenire in sicurezza sia per il richiedente sia per il prestatore, dunque si suggerisce una sorta di contratto che chiarisca diritti e doveri di entrambe le parti

Il privato, per tutelarsi, può chiedere delle cambiali o farsi dare delle garanzie reddituali. Ma non ha alcun obbligo di chiedere garanzie, assumendosi rischi e pericoli.

Il richiedente, da parte sua, deve assicurarsi almeno tre cose:

  1. che il prestito avvenga con un metodo tracciabile
  2. che ci sia un tasso d’interesse pattuito in partenza, non modificabile e che non sfoci nell’usura
  3. deve farsi prestare denaro possibilmente da una persona fidata

Concludiamo dicendo che il prestito tra privati è previsto dall’articolo 132 del Testo Unico Bancario e dalla sentenza numero 2404/2010 della Corte di Cassazione.

La normativa prevede che in questa fattispecie gli interessi da applicare non debbano superare il tasso legale. Nel caso in cui i tassi medi sono aumentati di un quarto più altri 4 punti percentuali, si configura il reato di usura (art. 644 del Codice Penale).

Banca vs finanziaria vs privato: da chi conviene farsi prestare soldi?

Confrontiamo ora le tre opzioni che abbiamo a disposizione per ottenere un prestito.

Diciamo che il grado di difficoltà per ottenere un prestito può essere immaginata come una linea retta che si muove da sinistra a destra, dalla maggiore alla minore difficoltà. E che ha come due estremi la banca e i privati e in mezzo le società finanziarie.

Infatti, le banche sono quelle più pignole nel concedere prestiti, soprattutto i grandi colossi bancari. Mentre le banche territoriali tendono ad essere leggermente più disponibili, sebbene a volte proprio esse abbiano regalato situazioni di fallimento e di crediti deteriorati.

In mezzo ci sono le finanziarie, che però, come detto generalmente non erogano prestiti più complessi come mutui per la prima casa. Ma offrono maggiori personalizzazioni ai clienti. Sebbene occorra dire che, essendo soggetti privati più piccoli delle banche, non concedono certo prestiti facilmente ma chiedono comunque delle opportune garanzie.

Infine ci sono i privati, che offrono la soluzione più immediata e semplice. Ma proprio questi aspetti espongono a maggiori rischi di trovarsi a che fare con strozzini, che richiedono tassi di interesse elevati e hanno metodi coercitivi di richiedere denaro. Di fatto, come visto, bisogna mettere tutto nero su bianco.

In generale, i requisiti minimi e le garanzie richieste da una banca per tutti i tipi di prestito sono:

  1. Età compresa tra 18 e 70 anni
  2. Residenza nel territorio italiano
  3. Reddito dimostrabile
  4. Nessuna segnalazione alla Centrale Rischi (Crif) come cattivo pagatore
  5. Garanzie creditizie ulteriori (ipoteca sulla casa, presenza di un garante)
  6. Non avere già in corso troppi debiti
  7. Essere garanti di un debitore a rischio insolvenza

Dopo una richiesta, la banca e la finanziaria ci chiederanno una serie di documenti da portare, per poi avviare un’istruttoria. Ci daranno risposta entro qualche giorno, massimo qualche settimana. Chiedendo magari ulteriore documentazione o chiarimenti su certi aspetti.

Potremmo anche incassare dei dinieghi e finiremo nel registro del CRIF, che non va confuso con quello dei cattivi pagatori, che invece include persone che un prestito lo hanno già ottenuto ma non onorato. L’iscrizione al CRIF dura 30 giorni ed implica l’impossibilità di ottenere prestiti, perché una banca vuole essere certa che le problematiche che hanno portato al diniego siano state superate.

Abbiamo detto che è possibile ricorrere ai privati qualora non avessimo tutti i requisiti richiesti da banche o finanziarie o per ottenere un prestito più velocemente. Del resto, non otterremo certo un prestito da essi il giorno stesso che ci siamo recati in filiale o il giorno dopo. Generalmente si attende qualche giorno per un riscontro, se non qualche settimana. Poi ovviamente dipende anche dall’importo richiesto, dalla durata del prestito, ecc.

A differenza di una banca, un privato che presta soldi, di solito lo fa senza richiedere garanzie e senza spese anticipate. Il tasso di interesse generalmente è frutto di un accordo, l’importante è che non superi la soglia d’usura prima menzionata.

Riguardo i tassi, occorre poi dire che con banche e finanziarie andrai incontro a due tipi di tassi: Taeg e Tan. E anche quando si parla di “tasso zero” non si fa mai riferimento ad uno zero in senso stretto. Occorre quindi sempre leggere le postille dei contratti.

Ricordiamo infine che un privato non può prestare denaro in modo continuo e sistematico, come se fosse la sua attività prevalente.

Se vuole farlo, deve diventare un intermediario finanziario e avere i requisiti dettati dall’articolo 14 del Testo Unico bancario. In particolare, tali soggetti devono:

  • costituire una forma di Spa (società per azioni) o di società cooperativa per azioni a responsabilità limitata
  • avere una sede legale e la relativa direzione generale localizzata sul territorio italiano
  • aver versato un capitale di ammontare non inferiore a quello determinato dalla Banca d’Italia
  • aver incassato l’autorizzazione della Banca Centrale Europea su proposta della Banca d’Italia

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