martedì, 14 agosto, 2018
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Pignoramento di Beni Mobili, come Funziona

Pignoramento di beni mobili: la prima tipologia di pignoramento che si può rischiare quando ci si trova in una situazione debitoria e il creditore vanta tutta una serie di diritti per poter recuperare quanto gli spetta.

Pignoramento beni mobili: che cos’è

Con il termine di pignoramento dei beni mobili si intende un’azione con la quale i creditori du un soggetto (privato o azienda) possono “aggredire” qualunque bene mobile che egli possiede oggi e quelli che possiederà in futuro, fino al completo pagamento di quanto dovuto.

Quali sono i beni mobili non pignorabili?

La legge dice che non tutti i beni mobili sono pignorabili. Ve ne sono alcuni che, per loro natura, non possono essere oggetto di tale provvedimento, tra cui:

  • l’anello nuziale
  • i vestiti e la biancheria
  • gli oggetti sacri e oggetto di culto
  • le auto ed altri mezzi di locomozione, ma solo nel caso in cui servano per lavoro o, ad esempio, per gli spostamenti della famiglia (ad esempio per portare i bambini a scuola)
  • letti, tavole, sedie, armadi, frigorifero, lavatrice, utensili di casa e, in generale, tutto quello che serve a garantire un adeguato stile di vita. Sono esclusi i letti che hanno un certo valore economico, magari quelli di antiquariato
  • combustibili e commestibili necessari per un mese
  • scritti e lettere di famiglia
  • decorazioni al valore
  • armi, se è necessario tenerle per adempimento di ordine pubblico

In linea generale possiamo dire che sono esclusi dal pignoramento dei beni mobili tutti quegli oggetti che servono al debitore per mantenere un adeguato stile di vita e per andare al lavoro.

Pignoramento beni mobili aziendali, quali oggetti possono essere pignorati?

Nel caso in cui il debito riguardi un’azienda l’elenco degli oggetti che possono o non possono essere pignorati cambia leggermente.

Nello specifico, possono essere pignorati al massimo per un quinto tutti quegli oggetti che servono al debitore per svolgere la sua attività economica. Ad esempio, se in azienda vi sono cinque computer, è possibile pignorarne uno solo.

Se invece nell’azienda è prevalente l’importanza del lavoro del personale rispetto agli oggetti utilizzati per svolgere tale lavoro, allora il limite del quinto non esiste più.

Richiesta di risarcimento danni nel caso in cui il creditore violi la legge

Potrebbe anche capitare che il creditore, nell’esercitare il suo diritto al pignoramento, violi tali regole. In qualunque caso e quale che sia la motivazione di tale violazione, il debitore può agire per vie legali chiedendo ad un giudice di vedersi riconosciuti i suoi diritti.

A questo punto il giudice disporrà il ripristino della situazione precedente al pignoramento ed imporrà, a carico del creditore, un risarcimento per i danni causati.

Come evitare il pignoramento dei beni mobili

In sè non è facile riuscire ad evitare il pignoramento dei beni mobili. L’unica strada sarebbe quella di pagare i debiti, ma spesso ci si trova in un “cul-de-sac” poiché in questa situazione (quella del pignoramento) ci si trova proprio perché non si ha il denaro necessario per adempiere ai proprio debiti.

Una buona soluzione, così come suggerito da Conf Contribuenti Italia, è quella di verificare se si sono subiti degli abusi, tra cui anatocismo e usura finanziaria.

Per poterlo fare ci si deve rivolgere ad un commercialista esperto nel campo, che potrà effettuare tutti i controlli del caso e chiedere indietro, per tuo conto, eventuali somme di denaro pagate illecitamente, oppure opporsi a decreti di ingiunzione e pignoramenti, qualora ci fossero le basi legali per poterlo fare.