venerdì, 14 dicembre, 2018
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Prestito su Pegno, conviene? Guida 2019

Il prestito su pegno è un finanziamento che viene richiesto spesso da chi non ha proprio altre possibilità di ottenere credito in maniera tradizionale.

Prestito su pegno, come funziona?

In breve, ci si rivolge ad un monte dei pegni, o monte di pietà, per portare loro un bene di valore e avere, in cambio, una certa somma di denaro (stimata a seconda del valore del bene originario).

In pratica, si garantisce il finanziamento con l’oggetto in questione.

Chi è il banco dei pegni?

Oggi un banco dei pegni altro non è che una banca. Ad esempio, Unicredit Banca, Banca Carige o Intesa San Paolo hanno tutti dei banchi dei pegni dove chi ne ha bisogno può rivolgersi per un finanziamento.

Quali oggetti si possono dare in pegno?

Non c’è una lista precisa, la cosa fondamentale è che siano oggetti di un certo valore.

Nell’elenco rientrano sicuramente:

  • gioielli in oro ed argento
  • argenteria
  • orologi di valore
  • monete preziose

Alcuni monti di pietà accettano anche quadri, pellicce e tappeti.

Cosa valuta la banca?

Per la valutazione del bene in oggetto la banca si rivolge ad un perito esterno, che effettuerà le sue valutazioni e darà il resoconto all’istituto bancario.

Attenzione al fatto che il prezzo stimato sarà sempre inferiore rispetto a quello reale dell’oggetto (circa i 4/5) perché la banca dev’essere sicura di rientrare del prestito qualora il richiedente non restituisca la somma ottenuta.

Ad esempio, portando una oggetto del valore di 1.000 euro, si potranno avere in prestito al massimo circa 700 / 800 euro. Da tenere presente anche che gli istituti di prestiti con pegno detraggono in anticipo le spese accessorie, per cui alla fine la somma che realmente si intasca sarà ancora minore.

Non viene fatto nessun controllo di solidità finanziaria del richiedente, dato che il bene funge da garanzia.

Quanto dura il prestito, e come funziona il rimborso

Una volta ottenuta la somma di denaro in prestito, la legge prevede che si hanno da 3 a 12 mesi per poterlo riscattare.

Questi significa restituire la somma ottenuta più gli interessi stabiliti in anticipo.

Alla scadenza, nella maggior parte dei casi si può optare per un rinnovo del prestito (che comporta altri interessi da pagare, però).

Allo scadere del prestito, ci sono due possibilità:

  • il cliente rimborsa il prestito e rientra in possesso del bene che ha impegnato;
  • il prestito non viene rimborsato e la banca può disporre del bene; questo comporta che l’oggetto finirà all’asta e, dal ricavato della vendita, la banca riavrà indietro la somma prestata.

Se il bene viene venduto ad un prezzo maggiore rispetto a quanto stabilito, il cliente ha diritto ad avere la differenza.

Tassi medi del prestito su pegno

Di seguito un riepilogo che permette di avere un colpo d’occhio su tassi di interesse medi applicati presso i vari banco dei pegni, così da avere un buon metro di paragone con altri prestiti (fonte AltroConsumo):

  • Carifermo, TAEG 9,20%
  • Banca di Asti, TAEG 10,25%
  • Intesa San Paolo, TAEG 13,16%
  • Unicredit, TAEG 14,06%
  • Credito Siciliano, TAEG 15,56%
  • Banco BPM, TAEG 15,89%
  • Banca Carige, TAEG 17,18%

Prestito su pegno, conviene?

In linea generale, chiedere un prestito su pegno è una cattiva idea: i costi finali che si devono sostenere sono molto maggiori rispetto ad altre alternative.

Nonostante questo, può tornare utile a chi non riesce proprio ad avere un finanziamento in altro modo (ad esempio, i cattivi pagatori o i protestati) o a chi non riuscirebbe a passare le valutazioni di affidabilità degli istituti di credito.

C’è da dire che si tratta di un finanziamento molto veloce, perché dal momento in cui si porta il bene presso il monte di pietà, a quello in cui realmente si ottiene il denaro, passano davvero poche ore.

Che alternative ci sono?

Tra le soluzioni alternative, vediamo SiPrestito, che accetta richieste di preventivi per prestiti a cattivi pagatori e propone poi le soluzioni migliori per le proprie necessità.