mercoledì, 15 agosto, 2018
Home / Prestiti Consolidamento Debiti, anche Senza Garante / Consolidamento debiti: ecco perché non conviene

Consolidamento debiti: ecco perché non conviene

Il consolidamento debiti è la pratica secondo la quale si accende un nuovo finanziamento che ha come obiettivo quello di saldare due o più prestiti accesi in passato per averne solo uno cui dover far fronte. Prima di gettarsi a capofitto in questo tipo di prestito, tuttavia, bisogna valutarne bene la convenienza e cercare di capire se è così utile o se, invece, non conviene affatto pensarci.

Come funziona il consolidamento debiti?

Questo particolare prestito funziona così:

  1. una persona ha acceso più di un prestito in passato e oggi si trova a dover fronteggiare delle rate mensili la cui somma è particolarmente alta e mette in una certa difficoltà economica;
  2. non si riesce più a pagare il debito senza problemi e non si vuole rischiare di finire iscritti nel registro dei cattivi pagatori;
  3. ci si rivolge ad una banca o ad una finanziaria (anche diversa da quelle di cui si è già cliente) e si chiede l’accensione di un prestito per consolidamento debiti;
  4. questo nuovo prestito avrà esattamente l’importo pari alla somma di tutti i debiti residui;
  5. i vecchi prestiti saranno estinti e se ne avrà solo cui dover far fronte;
  6. la rata di questo nuovo prestito sarà più bassa perché sarà maggiore la durata del consolidamento debiti

Il consolidamento debiti è davvero così conveniente?

A prima vista sembra che il consolidamento debiti sia una soluzione molto conveniente perché permette di alleggerire il carico mensile delle rate che bisogna pagare e, di conseguenza, tenere da parte un certo budget per fare altro.

C’è da dire che per chi è in una temporanea situazione di difficoltà finanziaria, il consolidamento è la soluzione giusta se non si vuole rischiare di finire iscritto come cattivo pagatore nel registro CRIF, ma questo non vuol dire che sia una soluzione perfetta, in quanto ha anche i suoi lati negativi.

Perché non scegliere il consolidamento debiti?

Quali sono i motivi per cui non bisognerebbe scegliere il consolidamento debiti? Perché abbiamo titolato questo articolo “ecco perché il consolidamento non conviene”?

Si perdono i costi sostenuti per aprire gli altri prestiti

Per prima cosa, nel momento in cui si accende un prestito si è pagata un certo importo di spese di apertura pratica e di costi aggiuntivi (quelli che finiscono nel TAEG), oltre che la polizza di assicurazione rischio-impiego (obbligatoria nella cessione del quinto). Tutti questi costi che si sono sostenuti con i prestiti originari sarebbero tutti perduti, in quanto la stipula del consolidamento debiti comporta il dover sostenere tutte le spese accessorie classiche di un nuovo finanziamento.

Bisogna prevedere una difficoltà economica

Quando si parla di consolidamento debiti bisogna considerare che la richiesta non deve essere fatta nel momento in cui non si sono pagate una o due rate di prestito, bensì prima ancora di arrivare a questa situazione.

Il mancato pagamento anche di una sola rata porta la banca o la finanziaria ad avviare la pratica di segnalazione al Crif, di conseguenza si rischia di diventare cattivi pagatori. Se così fosse, l’accesso al consolidamento debiti è proibito (ovviamente ci sono delle possibili eccezioni dato che è l’istituto bancario che decide sempre se concedere un finanziamento o meno).

Ecco dunque che per poter un prestito, il consolidamento, che è nato appositamente per aiutare il soggetto a rimettere in piedi delle situazioni economiche che altrimenti sono complesse, non può essere richiesto nel momento di maggior bisogno (quando non si possono più pagare le rate) ma soltanto prima, con la conseguenza che bisogna anticiparsi e cercare di capire che si avranno difficoltà o impossibilità future di pagare il proprio debito.

Il consolidamento debiti è un prestito che viene concesso a soggetti in temporanea difficoltà economica, ma ancora affidabili. Questo tipo di finanziamento non prevede la presentazione di particolari garanzie (di solito è a firma singola) per cui se una persona non è riuscita a pagare i finanziamento precedenti, dunque è cattivo pagatore, presumibilmente non riuscirà a saldare neanche questo nuovo prestito, che dunque viene rifiutato (scopri cosa fare in caso di prestito rifiutato e che cosa è la liberatoria).

Si pagano più interessi

Il consolidamento debiti comporta l’allungamento della durata del finanziamento, di conseguenza anche gli interessi che si andranno a pagare fino alla fine saranno maggiori (a durata maggiore corrisponde sempre una spesa più elevata). Se si paga un prestito con bollettino postale, inoltre, si finirà per avere anche più costi per il bollettino stesso.

Bisogna considerare, per capire meglio questo concesso, che ogni rata mensile è composta da una quota capitale e da una quota interesse. La quota capitale è la parte di capitale rimborsata, la quota interessi rappresenta il ricavato della banca. Nel corso delle prime rate di rimborso, la persona dovrà pagare una quota più alta di interessi rispetto a quella di capitale. Ad esempio, su una rata da 500 euro, 450 euro saranno interessi e solo 50 euro capitale. Verso la fine, invece, accade esattamente il contrario.

Questo ci fa capire che se si chiede il consolidamento dopo 20 rate, per ipotesi, una gran quota di interessi sarà già stata pagata. L’accensione di un nuovo prestito ci fa praticamente ripartire da zero, almeno per quello che riguarda il piano di ammortamento e il costo per interesse.

Insomma, è vero che si potranno diluire le rate e pagare importi mensili più bassi, ma è anche vero che il costo totale del prestito sarà più elevato.

E’ un po’ come una coperta “troppo corta”, da qualche parte bisogna pur cedere.