lunedì, 16 Settembre, 2019

Prestito Postepay rifiutato, cosa fare?

Il prestito Postepay è una soluzione di micro finanziamento destinata ai titolari di Postepay e Postepay Evolution di età compresa tra i 18 e i 70 anni. Gli importi erogabili vanno dai 1.000 ai massimo 3.000€, rimborsabili in 22 rate fisse da 50, 100 o 150€; il TAEG massimo ammonta all’11,74%.

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Un prestito facile, veloce e senza busta paga, e peraltro si può fare domanda anche senza essere titolari di conto corrente.

Prestito Postepay: Prestito senza busta paga

Si tratta di un classico prestito senza busta paga, che ormai ha un posto fisso nell’offerta di quasi tutte le banche e gli istituti finanziari. Il vantaggio in più proposto dalle Poste riguarda proprio l’assenza del vincolo del conto corrente, oltre che i tempi estremamente brevi per l’erogazione della liquidità (di solito entro due o tre giorni la somma richiesta viene accreditata sulla Postepay). Tuttavia, come forse si è già notato, il TAEG è piuttosto elevato.

C’è da dire che è in linea con la tipologia di finanziamento, che non richiedendo busta paga è naturalmente portata ad aumentare i costi, introducendovi anche una commissione fissa mensile che va dai 4,50 sino ai massimo 9€.

Si può comunque ritenere il prestito Postepay senza busta paga una soluzione ideale nel caso, ad esempio, di spese impreviste, o di esborsi che preferiamo rateizzare in piccole rate, come un viaggio o piccoli lavori in casa.

Ma come mai allora diverse persone hanno visto la loro richiesta respinta? Scopriamo insieme perché questo piccolo finanziamento può essere rifiutato e come muoversi in caso di risposta negativa.

Prestito Postepay: perché viene respinto?

Anzitutto occorre specificare che questo prestito è sì collocato da Poste Italiane, ma viene materialmente erogato dalla finanziaria Compass. In realtà ciò, da un lato, non è affatto negativo: significa che le Poste, appoggiandosi a società esterne (questo vale, ad esempio, anche per i mutui), non va ad intaccare in alcun modo i soldi di risparmiatori e correntisti.

Dall’altro lato, quindi è la finanziaria che mette la cosiddetta ultima parola sul prestito. Vero è che non occorre mostrare la busta paga, quindi potenzialmente il prestito potrebbe essere inteso esigibile anche da inoccupati o disoccupati, ma vedremo subito che le cose non stanno così.

Prestito Postepay rifiutato, cosa fare?

C’è da dire che la finanziaria valuta la capacità di rimborso e il reddito del richiedente, ed ecco che, in mancanza di questi requisiti, non concede il finanziamento, pur trattandosi di cifre minime. Insieme ai documenti di identità, infatti, vanno consegnati o la dichiarazione dei redditi o un’attestazione che si è occupati da almeno 12 mesi presso lo stesso datore di lavoro.

Un altro motivo di diniego è costituito dall’avere altri prestiti in corso ed essere iscritti al registro dei protestati o a quello dei cattivi pagatori. Per la maggior parte dei casi, comunque, semplicemente Compass ritiene la rata di rimborso superiore alle possibilità del richiedente; in parole povere, secondo la finanziaria stai chiedendo troppo rispetto alle tue capacità economiche.

Cosa fare in caso di prestito respinto

Una volta inoltrata la domanda, si può seguire lo stato della pratica comodamente dal proprio pannello personale sul sito di Poste Italiane. Se dovessimo ricevere un rifiuto, il primo passo da fare è quello di capirne le motivazioni.

A questo scopo è opportuno telefonare al servizio clienti delle Poste, chiamando da rete fissa il numero verde gratuito 803.160, attivo dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 20:00. Da telefono mobile, invece, occorrerà chiamare il numero 199.100.160, a pagamento in base al proprio operatore e all’offerta attiva. Gli orari e i giorni del servizio sono i medesimi che per il numero verde.

Se il prestito è stato respinto perché la rata è considerata eccessiva rispetto al tuo reddito, la soluzione è molto semplice. Puoi inoltrare una nuova richiesta diminuendo l’importo o aumentando la durata del finanziamento. In questo caso le possibilità di un secondo esito positivo aumentano notevolmente. Ricordiamo che per un’ulteriore domanda occorre aspettare 30 giorni, altrimenti non solo si riceverà un altro rifiuto in automatico, ma si peggiorerà la propria situazione creditizia agli occhi della finanziaria!

Insomma, se il prestito Postepay viene rifiutato non allarmarti: i giochi non sono chiusi per sempre e potrai in qualunque momento fare una nuova domanda. Suggeriamo di affidarsi ad un consulente delle Poste in modo da avere un aiuto per calibrare bene la liquidità da chiedere e l’ammontare delle rate, così da essere sicuri di ottenere l’importo desiderato.

Diverso invece il discorso per cattivi pagatori e protestati: a costoro possiamo solo che consigliare di rivolgersi ad istituti di credito che offrono prodotti finanziari esplicitamente ideati per loro, i cui requisiti richiesti di solito constano in una busta paga o nella firma di un garante.

Lo stesso suggerimento vale per chi non ha un reddito dimostrabile, che è essenziale per questo tipo di finanziamento. Pure in questo caso, niente paura: non saranno le Poste o Compass ad aiutarti ma ci sono moltissime soluzioni di piccoli prestiti online anche senza documento di reddito.