lunedì, 18 dicembre, 2017

Documenti Cessione del Quinto: elenco 2018

Ecco la lista di documenti da presentare per fare domanda di cessione del quinto:

  • copia di un documento di identità
  • copia del codice fiscale
  • prova di residenza
  • copia del permesso di soggiorno (solo per cittadini extracomunitari)
  • copia dell’ultima busta paga
  • copia del CUD dell’ultimo anno
  • certificato di stipendio

Andiamo ora a vedere, uno per uno, tutti questi documenti, dove trovarli e se ci sono indicazioni o requisiti minimi per ognuno di essi.

Copia di un documento di identità

Sono valide sia una copia della carta di identità o del passaporto. Non c’è alcun requisito particolare in merito alla scadenza (ad esempio, non è richiesta una validità di minimo 6 mesi), ma ovviamente devono essere validi.

Copia del codice fiscale

Meglio portare con sé il tesserino di plastica con riportato il codice fiscale, altrimenti, in alcuni casi, è sufficiente anche semplicemente dire il codice fiscale a voce. Se non lo ricordate, in internet ci sono tanti strumenti gratuiti di calcolo del codice fiscale.

Prova di residenza

Possono fare domanda di prestiti con cessione del quinto solo i residenti in Italia, dunque bisogna dimostrare di esserlo. Tra gli altri documenti a riprova, è possibile portare delle utenze intestate, oppure la carta di identità (che ha l’indirizzo di residenza).

Copia del permesso di soggiorno (solo per cittadini extracomunitari)

Chi non è italiano deve dimostrare di risiedere nel nostro paese in maniera legale e di avere tutti i diritti del caso. Il permesso di soggiorno in corso di validità è il documento fondamentale da avere, per poterlo avere occorre rivolgersi presso la Questura di Polizia più vicina al proprio luogo di residenza.

Ricordiamo che è fondamentale per tutti i cittadini stranieri che vogliono stare in Italia per oltre 3 mesi di seguito.

Copia dell’ultima busta paga

In alcuni casi le banche e le finanziarie chiedono una copia delle ultime due buste paga, ma nella maggior parte dei casi ne basta una sola. Essa serve per capire lo stipendio del soggetto e l’ammontare del TFR (il Trattamento di Fine Rapporto).

Copia del CUD dell’ultimo anno

Per i dipendenti non è un documento fondamentale (mentre gli autonomi devono presentare una copia della dichiarazione dei redditi), ma averlo non fa mai male. Il CUD riporta la situazione economica del soggetto in riferimento all’anno precedente, quindi è un documento che potrebbe aiutare la finanziaria a prendere le giuste decisioni.

Certificato di stipendio

Si tratta di un documento fondamentale nel caso di prestiti per i dipendenti, inclusi quelli per dipendenti statali e della polizia di Stato.

Il certificato di stipendio è un documento rilasciato dall’azienda presso cui si lavora, pubblica o privata che sia, dal quale si attesta:

  • la situazione lavorativa del dipendente (dunque la sussistenza del rapporto di lavoro);
  • alcune informazioni sulla posizione lavorativa;
  • informazioni dettagliate sulla consistenza aziendale, cioè sull’andamento aziendale (se è buono, la banca sarà meglio disposta a concedere il finanziamento).

Per poterlo richiedere, si può presentare una domanda scritta direttamente al datore di lavoro, oppure, nel caso di piccole aziende, si può fare comunicazione orale.

Come si compila

Nella compilazione del certificato di stipendio, occorre inserire alcune informazioni fondamentali sia sull’azienda che sul dipendente.

Dati dell’azienda

  • Ragione sociale, inclusa la sede legale
  • numero di Partita IVA
  • Numero di dipendenti
  • Capitale sociale

Dati del dipendente

  • Dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita, residenza, ecc)
  • Retribuzione lorda e netta, sia mensile che annuale
  • TFR accantonato
  • Presenza di eventuali trattenute che sono già effettuate sullo stipendio a causa di altri finanziamenti

Le trattenute indicate nel certificato di stipendio sono solitamente di tre tipi:

  • Imposte e tasse
  • Alimenti da versare al coniuge o altri Pignoramenti
  • Altra cessione del quinto o Delega di Pagamento

Una volta che vengono sottratti gli importi delle trattenute dallo stipendio lordo, si ottiene lo stipendio netto, da cui calcolare il quinto dello stipendio (ovvero il 20% dello stipendio “rimasto”).

A cosa serve

Le funzioni principali di questo documento sono tre:

  1. permette di capire l’effettiva esistenza del rapporto di lavoro: in questa maniera la banca o la finanziaria sono sicure che il soggetto che richiede il prestito lavori effettivamente lì dove dice di lavorare in fase di domanda di preventivo;
  2. consente di capire lo stato di salute dell’azienda e la sua grandezza: avere un’azienda solida alle spalle è importante per avere maggiori possibilità di chiedere (ed ottenere) un finanziamento. Poiché il dipendente deve pagare la rata del prestito con il suo stipendio, la solidità dell’azienda è fondamentale. Lo stesso dicasi anche per le dimensioni aziendali, considerando che spesso i prestiti per dipendenti di piccole aziende o ditte individuali non vengono concessi;
  3. conoscere lo stipendio mensile del dipendente e il suo TFR (Trattamento di Fine Rapporto): sono le due garanzie economiche principali su cui l’azienda si basa in fase di concessione del prestito

Fac simile

Di seguito una copia fac simile del modello di certificato di stipendio.

Certificato di stipendio modello fac simile
Certificato di stipendio: il modello fac simile

Validità

Una delle domande che ci viene spesso fatta è “quanto tempo vale il certificato di stipendio“, perché c’è chi dice che vale solo 1 mese (poiché il TFR viene accantonato ogni mese), chi 3 mesi e chi, invece, ben 6 mesi.

In genere, tuttavia, il certificato di stipendio vale 3 mesi dalla data di emissione, che avviene solitamente pochi giorni dopo che se ne fa richiesta presso la ditta.

Certificato di stipendio rifiutato

A volte potrebbe accadere che l’azienda decida di rifiutare la concessione del certificato di stipendio, e a volte non se ne capisce proprio il motivo.

La prima cosa da sapere è che il datore di lavoro non può legittimamente rifiutarsi di produrre un certificato di stipendio, tuttavia a volte il dipendente, pur di non andare contro il suo datore, decide di non fare nulla.

A questo punto, una scappatoia potrebbe essere quella di chiedere un attestato di servizio, invece che del certificato di stipendio. Tale attestato viene emesso sempre dall’azienda e serve per dichiarare che il lavoratore è alle dipendenze della stessa con un contratto di lavoro (che può essere a tempo determinato o indeterminato), che lavora in maniera regolare e che non ha alcun provvedimento disciplinare in corso. A seconda dei casi, all’interno dell’attestato di servizio sono indicate anche delle informazioni basilari sullo stipendio mensile e sul TFR.

Nel caso in cui il vostro datore di lavoro si rifiuta di concedere il certificato di stipendio, potete presentare alla banca o alla finanziaria l’attestato di servizio (anche se non sono la stessa cosa, è comunque un documento ufficiale emesso dall’azienda). A seconda del fatto se siete già conosciuti e degli importi richiesti, tale documento potrebbe anche essere sufficiente per farvi ottenere la cessione del quinto.

Altri documenti che potrebbero servire, e conclusioni

Altri documenti potrebbero essere richiesti a seconda dei casi, ma nella maggior parte delle domande, una cessione del quinto si può ottenere agilmente presentando i documenti elencati qui sopra.

In conclusione, vediamo come per la maggior parte delle richieste c’è un certo standard che si può rispettare, ci sono tuttavia dei casi particolari in cui è richiesta maggiore documentazione. Se fosse il vostro caso, ricordatevi che le banche e le finanziarie non hanno nulla contro di voi, è semplice routine, una prassi che viene effettuata per avere la certezza che il soggetto a cui si presteranno soldi sia realmente solvibile.

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