giovedì, 24 maggio, 2018
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Come Compilare un Assegno Bancario

L’assegno bancario (a/b) è un titolo di credito a vista con il quale un soggetto, noto come traente, dà l’ordine alla banca di pagare a vista l’importo riportato sul titolo, in favore del beneficiario, ma affinché esso sia valido è necessario che sia compilato correttamente in ogni sua parte, pertanto vediamo in questa guida come compilare un assegno bancario, cominciando dalle basi.

Le parti coinvolte in un assegno

Le parti che sono coinvolte in questa operazione sono tre:

  • traente, ovvero colui che ha un conto corrente ed emette l’assegno;
  • trattario, ovvero la banca che ricevere l’ordine di pagare;
  • beneficiario, chi presenta l’assegno in banca e ha diritto a ricevere il pagamento.

Come si compila un assegno bancario, passo dopo passo

Come si compila un assegno bancario
Come si compila un assegno bancario
  1. Luogo di emissione. Indica la località dove è emesso l’assegno. Se tale luogo corrisponde alla stessa filiale dell’agenzia locale della banca, allora l’assegno deve essere presentato per l’incasso entro 8 giorni, altrimenti si hanno fino a 15 giorni;
  2. Data di emissione. Si tratta del giorno in cui è emesso l’assegno bancario. Nella maggior parte dei casi, tale data deve corrispondere al giorno odierno; è ammessa per legge una postdatazione (data successiva a quella di emissione) fino a 4 giorni nel caso in cui è necessario attendere questo tempo per far arrivare i soldi sul conto corrente del traente;
  3. L’importo in cifre. Si tratta dell’importo dell’assegno bancario, riportato in cifre. L’importo deve contenere necessariamente i decimali, anche nel caso in cui la somma sia “netta”, come ad esempio 100 € (che bisognerà scrivere 100,00);
  4. L’importo in lettere. E’ esattamente lo stesso importo, ma scritto in lettere. Le cifre decimali devono essere separate da una barra e possono essere scritte a numeri (ad esempio cento / 00, oppure duecentoundici / 71, ad indicare 211,71 €). Se, per errore, gli importi in cifre ed in lettere sono diversi tra di loro, è quello in lettere che vale;
  5. L’assegno sbarrato. Le sbarre hanno una funzione limitatrice in termini di incasso dell’assegno. Se tra le sbarre non c’è scritto nulla, l’assegno può essere incassato solo se è presentato da un istituto di credito o da un suo cliente. Se, invece, tra le sbarre è scritto il nome della banca o di una persona, gli unici che possono incassare tale assegno sono proprio quell’istituto di credito e quel dato suo cliente;
  6. L’ordine di pagamento. E’ l’ordine di pagamento che si dà alla banca di pagare quel dato assegno bancario;
  7. Il beneficiario. E’ l’intestatario dell’assegno, ovvero la persona che ha diritto ad incassare l’assegno bancario. Se non c’è alcun nome riportato su di esso, si dice che l’assegno è “al portatore”, dunque viene pagato a chiunque lo ha in possesso e lo presenta per l’incasso. Se il beneficiario dell’assegno è lo stesso di chi lo emette (dunque ci si “auto emette” un assegno), l’intestatario può essere “a me medesimo” o “all’ordine mio proprio“;
  8. La firma di chi emette l’assegno: è la firma autografa del traente. Deve essere uguale a quella che è stata depositata in banca.

Tutte le altre parti dell’assegno, indicate nell’immagine sopra con i numeri 9, 10, 11 e 12, sono relative al numero di conto corrente bancario di chi emette l’assegno, informazioni bancarie e indicazioni interne.

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