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Rifiuto cessione del quinto: quali sono i motivi?

Hai fatto domanda di cessione del quinto e ti è stata rifiutata, e non sai perché?

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In questo articolo cerchiamo di vedere le cause principali del rifiuto della cessione del quinto, fornendoti anche indicazioni su come poter risolvere il problema.

Cessione del quinto

Solitamente la cessione del quinto è uno dei prestiti più affidabili e facili da ottenere, perché la rata mensile viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione.

Inoltre, a volte viene concessa anche ai cattivi pagatori a condizione che essi abbiano un contratto di lavoro a tempo indeterminato o siano pensionati.

Sempre la cessione del quinto può essere concessa come prestito a tempo determinato, ma in questo caso la durata del contratto di finanziamento non può essere maggiore della durata rimanente del contratto di lavoro.

Rifiuto cessione del quinto: quali sono i motivi?

Nel caso di un dipendente, i motivi di rifiuto possono essere:

  • assunzione troppo recente: di solito c’è bisogno di avere almeno 6 mesi di anzianità lavorativa prima di poter fare domanda di cessione V;
  • società di dimensioni troppo piccole: in genere le società finanziarie richiedono che la società per cui si lavora abbia almeno 15 dipendenti. Non è sempre così, e si può provare a fare domanda presso altre società, come FinanziatiOra e Signor Prestito;
  • scarso TFR o no TFR accumulato. Soprattutto per i dipendenti di aziende private, avere un buon TFR accumulato è fondamentale per avere accesso alla cessione del quinto. E’ per questo motivo che tante società finanziarie chiedono almeno 6 mesi di anzianità lavorativa, così da dare modo al dipendente di accumulare un po’ di Trattamento di Fine Rapporto. Dal TFR dipende anche l’importo massimo che si può ottenere: maggiore è il TFR, più alto può essere il prestito;
  • residenza non in Italia;
  • mancanza della copertura assicurativa, che per legge è obbligatoria per ogni cessione del quinto. In questo caso è la società finanziaria che si occuperà di fornirne una al dipendente. Questa copertura assicurativa copre il rischio morte e, nel caso dei dipendenti, quello di perdita del posto di lavoro.

Nel caso di un pensionato, i motivi per cui la cessione può essere rifiutata possono essere:

  • residenza non in Italia;
  • mancata copertura assicurativa;
  • età troppo avanzata, perché di solito le finanziarie concedono prestiti fino a 75/80 anni di età. Ci sono anche delle eccezioni, leggi la nostra guida alle età massima per i prestiti a pensionati;
  • il tipo di pensione, perché sono accettate solo quelle di anzianità o di vecchiaia. Leggi anche il nostro testo sui prestiti con pensione sociale;
  • pensione troppo bassa, perché non si può chiedere un finanziamento con la pensione minima. Leggi il nostro approfondimento sui prestiti con pensione minima.

Cosa fare in caso di cessione del quinto rifiutata

La prima cosa da fare è capire con esattezza perché la banca o la finanziaria hanno espresso il rifiuto alla cessione quinto.

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Una volta che si sa perché, bisogna cercare di risolvere il problema.

Ad esempio, se si ha un’anzianità lavorativa troppo bassa, bisogna semplicemente attendere qualche mese.

Se si ha un’età troppo alta (nel caso dei pensionati), o si ha una pensione troppo bassa, si potrebbe risolvere con un’altra tipologia di finanziamento, come il prestito vitalizio ipotecario (valutate sempre in maniera autonoma se vi conviene oppure no).

Bisogna anche sempre chiedersi se si ha veramente bisogno del prestito, o se magari si può fare in qualche altro modo (come mettere mano ai risparmi, o chiedere un prestito non fruttifero a parenti o amici).