domenica, 11 Agosto, 2019
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Migliori prestiti per dipendenti ministeriali 2019

I dipendenti ministeriali sono a tutti gli effetti impiegati della pubblica amministrazione (per precisione, entro la categoria di quelli con funzioni centrali), e pertanto i prestiti a loro dedicati trovano collocazione nella più ampia sezione dei prestiti a dipendenti statali.

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In effetti i dipendenti ministeriali sono i lavoratori più avvantaggiati nel mondo dei prestiti e del finanziamento: è praticamente impossibile che un istituto di credito rifiuti loro la richiesta. La motivazione è semplice: banche e finanziarie concedono una certa somma di denaro chiedendo però delle garanzie, che altro non sono che la dimostrazione della capacità di solvenza.

Si tratta insomma di essere il più sicuri possibili del ritorno di quel capitale. Si intuisce quindi come una busta paga statale come quella dei dipendenti ministeriali, solida e fissa, sia la miglior garanzia auspicabile per chi eroga il credito.

Prestito dipendenti ministeriali: come funziona

I prestiti ai dipendenti ministeriali sono forme di finanziamento a tasso fisso per i quali si adotta il sistema della cessione del quinto. Il funzionamento è davvero molto semplice: la rata non può superare il 20%, appunto un quinto, dello stipendio.

Il pagamento, poi, è a prova di distratti poiché avviene in automatico tramite trattenuta in busta paga da parte del ministero/ente: nessuna possibilità di dimenticare una rata e incorrere in salatissime more.

La cessione del quinto è peraltro una modalità di prestito garantito. Ciò significa che in caso di decesso o perdita dell’impiego si è tutelati grazie ad una copertura assicurativa che paga le rate residue. Si tratta di una garanzia a copertura dei rischi di insolvenza, molto importante per evitare spiacevoli echi per i propri familiari.

In realtà la cessione del quinto non è prerogativa solo dei dipendenti ministeriali, ma costoro, date le sicurezze di cui sopra, possono godere di tempi di risposta e accredito più celeri, iter burocratico più snello e modalità di rimborso più leggere. Il quinto, infatti, non è un obbligo, ma solo il tetto massimo; se un lavoratore ministeriale desiderasse rate più “soft”, può contare sulla possibilità di pianificare un ritorno dell’onere in 10 anni e, dunque, ottenere rate meno incidenti sullo stipendio.

Prestito dipendenti ministeriali: chi può richiederlo

Abbiamo già anticipato qualcosa parlando di busta paga, ma in effetti faremo qui, più che un elenco definitivo, una piccola summa dei requisiti di base necessari per i prestiti ai dipendenti ministeriali; si tenga infatti presente che ogni istituto può adottare qualche parametro differente e chiedere documentazione aggiuntiva.

Anzitutto possono far richiesta di prestito i dipendenti ministeriali con età compresa tra i 18 e i 63 anni, che abbiano la residenza in Italia e che prestino servizio con un contratto a tempo indeterminato.

Documenti necessari

Sarà indispensabile munirsi dell’ultima busta paga (alcune finanziarie sollecitano per le ultime due o tre, se la somma in oggetto è elevata) e della Certificazione Unica (ex CUD).

Questi due documenti costituiscono garanzie necessarie e sufficienti per qualunque istituto di credito; anche i dipendenti ministeriali che hanno alle spalle uno storico creditizio negativo (cattivi pagatori e protestati) possono richiedere prestiti con cessione del quinto, proprio perché il tipo di contratto e il prelievo automatico rendono i rischi di insolvenza praticamente nulli.

Prestiti INPS

I prestiti INPS destinati ai lavoratori della PA sono distinti in base alla liquidità concessa. Abbiamo anzitutto il Piccolo Prestito Gestione Pubblica, che non è finalizzato e consente di richiedere fino a quattro mensilità nette di stipendio, da rimborsare tra i 12 e i 48 mesi. Se non si hanno altre trattenute in busta paga si può far domanda di doppia mensilità, raddoppiando di fatto il tetto massimo concesso dall’ente.

Chi necessita di maggiore liquidità, ha versato almeno quattro anni di contributi e ha almeno quattro anni di servizio presso il Ministero di riferimento, può inoltrare richiesta per il Prestito Pluriennale Diretto Gestione Pubblica. Di pari passo con il credito cresce anche la durata del piano di ammortamento, fissato in massimo 60 rate (prestiti quinquennali) o 120 (prestiti decennali).

Attenzione perché questo tipo di finanziamento è finalizzato, e occorre dunque dichiarare e documentare le spese per le quali si sta domandando quella certa somma.

Prestito BNL

BNL ha inserito nella sua offerta prestiti flessibili ideati ad hoc per i dipendenti ministeriali statali. Questi finanziamenti sono caldamente consigliati perché prevedono la possibilità di strutturare un piano di rimborso flessibile e adatto alle capacità economiche dei clienti.

Le cifre erogate sono molto alte, si arriva infatti ad un massimo di 100.000 euro, mentre le rate non possono superare le 120 (ammortamento dunque in 10 anni).

Se si ha necessità di ulteriore denaro, dopo le prime sei rate è possibile aderire all’Opzione Reload, tramite la quale viene erogato credito aggiuntivo.

Esiste anche l’Opzione Flexi, che, dopo il pagamento delle prime 12 rate, consente a chi è in difficoltà di saltare (o meglio, rinviare) il pagamento di una o più rate, a fronte di una commissione di 30€ per tutto il periodo di sospensione del rimborso.

Prestito Intesa Sanpaolo

Particolarmente interessante è la proposta di Intesa Sanpaolo destinata a chi percepisce lo stipendio dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e in generale per i dipendenti statali.

Si possono richiedere somme da 4.800 fino a 80.000€, con un piano di ammortamento che va dai 24 ai 120 mesi. Anche in questo caso le rate sono mensilmente decurtate dalla retribuzione lavorativa, e possono ammontare da 100 euro sino, naturalmente, al 20% percento massimo dello stipendio.

Per quanto concerne i tassi di interesse, TAN e TAEG sono fissi per tutta la durata del prestito, il primo stabilito al 4,95% e il secondo al 5,13%. La copertura assicurativa obbligatoria sulla vita e sui rischi di impiego è a carico di Intesa Sanpaolo.

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